Dario Napoli 4 marzo a Loro Ciuffenna

4 Mar

Sabato 4 marzo ore 21.30 all’Auditorium Comunale di Loro Ciuffenna (AR)Al Valdarno Jazz Winter Festival il “Modern Manouche Project” di Dario Napoli, un viaggio attraverso le epoche, da Django Reinhardt al modern jazz

Sabato 4 marzo salirà sul palco dell’Auditorium Comunale di Loro Ciuffenna per il Valdarno Jazz Winter Festival il chitarrista e compositore Dario Napoli, con il progetto dal titolo “Modern Manouche Project”. Insieme a lui, Tommaso Papini alla chitarra e Nicola Pasquini al basso accompagneranno il pubblico in un viaggio musicale attraverso le epoche musicali e gli stili più diversi, da Django Reinhardt al modern jazz, al bebop e funk, alternati a composizioni originali di Napoli (via Pratomagno 6, inizio ore 21.30, ingresso 7-5 euro). 
Dario Napoli, di formazione statunitense, ha da poco inciso in Olanda il suo terzo disco come solista; vanta la condivisione su palchi di festival internazionali con i nomi più autorevoli del jazz manouche. Tra le collaborazioni, Stochelo Rosenberg, Sebastien Giniaux, Wawau Adler, Tcha Limberger, Adrien Moignard, Lollo Meier, Gonzalo Bergara, e Robin Nolan. In collaborazione con Maurizio Geri ha pubblicato “La Chitarra Jazz Manouche”, il primo manuale didattico sul genere in Italia, inoltre pubblica regolarmente sulla rivista Gypsy Jazz Secrets Magazine.
Quello di sabato sarà il primo concerto targato VJ a tenersi a Loro Ciuffenna. Dicono in proposito gli organizzatori: “Siamo felici che uno dei comuni più belli della Toscana sia entrato a far parte del progetto Valdarno Jazz: per noi è un segno di crescita di cui andiamo molto fieri. Dobbiamo ringraziare l’amministrazione, che si è mostrata molto sensibile ad accogliere e portare avanti la nostra proposta, dimostrandosi culturalmente aperta e lungimirante”.
La 29/a edizione del Valdarno Jazz, diretto da Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool, proseguirà il 31 marzo al Teatro Masaccio a San Giovanni Valdarno con il concerto del sassofonista statunitense Steve Coleman che si esibirà nel progetto “Reflex”, con Anthony Tidde al basso e Sea Rickmas alla batteria, l’ossatura ritmica dei suoi mitici Five Elements.
Informazioni: http://www.valdarnojazzfestival.wordpress.com e http://www.eventimusicpool.it . tel. 055 240397

Ultimi appuntamenti

28 Feb

Gli organizzatori: “Un risultato notevole, grazie all’appoggio di un’amministrazione lungimirante”

 Il Valdarno Jazz Winter Festival per la prima volta

a Loro Ciuffenna, con Dario Napoli live e una guida all’ascolto

Per celebrare la 29/ma edizione l’evento sbarca alla Biblioteca e all’Auditorium Comunale con due appuntamenti. Si parte mercoledì 1 marzo con un’introduzione al jazz in compagnia del sassofonista Daniele Malvisi, per continuare sabato 4 con il concerto “Modern Manouche Projec”, un viaggio attraverso le epoche da Django Reinhardt al modern jazz

Un viaggio attraverso le epoche sulle note della musica manouche e una guida all’ascolto per scoprire quanto jazz ci sia in ognuno di noi: sono questi gli appuntamenti della settimana con il Valdarno Jazz Winter Festival, che in occasione della sua 29/ma edizione sbarca per la prima volta nel comune di Loro Ciuffenna.

Partenza mercoledì 1 marzo alle 21.30 presso la sala della Biblioteca Comunale (via Ciuffenna) con “Capire il jazz”, un incontro guidato dal sassofonista Daniele Malvisi e rivolto a chi desidera avvicinarsi in modo consapevole a questo genere musicale. Dalle origini tra le comunità schiave negli Stati Uniti alla nascita delle grandi orchestre, da Duke Ellington a Charlie Parker, dall’hard bop di John Coltrane al cool Jazz di Miles Davis fino alle nuove tendenze dell’era digitale. “Il jazz è comunicazione – spiega Malvisi – nasce come alternativa alla parola tra gruppi di schiavi di lingue diverse. E come ogni tipo di linguaggio non è elitario ed esclusivo, ma rivolto a tutti e profondamente legato alla natura umana” (ingresso libero).

Si continua sabato 4 marzo alle 21.30 presso l’Auditorium Comunale (via Pratomagno 6) con “Modern Manouche Project”: swing manouche, bebop, funk e jazz moderno per il progetto capitanato dal chitarrista Dario Napoli con Tommaso Papini alla chitarra e Nicola Pasquini al basso. Tra composizioni originali e riletture di standard da ogni epoca, il trio porterà sul palcoscenico un live capace di fondere le influenze del chitarrista sinti Django Reinhardt, storico fondatore del jazz manouche, con elementi da svariati stili moderni tra cui il bebop, il funk e il jazz moderno, per un imprevedibile percorso sonoro ricco e variegato (ingresso 7/5€).

Dicono gli organizzatori: “Siamo felici che uno dei comuni più belli della Toscana sia entrato a far parte del progetto Valdarno Jazz: per noi è un segno di crescita di cui andiamo molto fieri. Avevamo già fatto due date a Loro Ciuffenna durante l’edizione estiva del festival, e il calore con cui sono state accolte dal pubblico del territorio è stato tale da introdurre la possibilità di una collaborazione più stretta. In questo senso dobbiamo ringraziare l’amministrazione, che si è mostrata molto sensibile ad accogliere e portare avanti la nostra proposta, dimostrandosi culturalmente aperta e lungimirante”.

Il festival, diretto dai musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture, culminerà con il concerto del sassofonista statunitense Steve Coleman, una delle personalità più avvincenti del jazz contemporaneo, che si esibirà con il progetto Reflex, accompagnato da Anthony Tidd al basso e Sea Rickman alla batteria, due straordinari musicisti con cui divide le scene da moltissimo tempo, e che costituiscono l’ossatura ritmica dei suoi mitici Five Elements (31 marzo, Teatro Masaccio a San Giovanni Valdarno).

Valdarno Jazz Festival

I luoghi del festival: Auditorium Le Fornaci, via Vittorio Veneto 19, Terranuova Bracciolini;

Auditorium Comunale, via Pratomagno 6, Loro Ciuffenna;

Teatro Masaccio, via Giosuè Bosi 1, San Giovanni Valdarno

 

Prezzi: Guida all’ascolto – ingresso libero; Dario Napoli – 7/5€; Steve Coleman 15/13 €.

Prevendite: Circuito Regionale Box Office; www.boxol.it – www.ticketone.it

Informazioni: www.valdarnojazzfestival.wordpress.com e www.eventimusicpool.it . tel. 055 240397

Serena Brancale in concerto con “Soulenco”

17 Feb

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 17 febbraio ore 21.30 all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (Ar)

Al 29/mo Valdarno Jazz Winter Festival

Serena Brancale in concerto con “Soulenco”

La giovane cantante barese applaudita a Sanremo 2015 e collaboratrice di Mario Biondi, sarà affiancata da Angelo Trabucco al piano e Israel Varela alla batteria per una serata tra soul e flamenco

Venerdì 17 febbraio le atmosfere mediterranee e messicane saranno protagoniste al 29/mo Valdarno Jazz Winter Festival con Soulenco, il nuovo progetto musicale della giovanissima cantante e autrice Serena Brancale. Tra le voci più talentuose emerse negli ultimi anni in Italia, con all’attivo collaborazioni illustri come quella con Mario Biondi ed esibizioni prestigiose tra cui la partecipazione a Sanremo 2015, alle 21.30 l’artista barese condurrà il pubblico dell’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto 19, Ar) in una dimensione dove la soul music si fonde con il flamenco. Ad affiancarla in concerto il batterista Israel Verela e il pianista Angelo Trabucco (ingresso 10/7€).

“Soulenco nasce dall’alchimia tra due artisti accomunati dalla passione per il ritmo e per il mondo della sperimentazione” – racconta la Brancale sulla genesi del progetto. In programma un repertorio che unisce le origini pugliesi e la passione per la black music della cantante con il talento per la tradizione flamenca di Varela. L’arrangiamento è il protagonista principale: ogni brano viene destrutturato e modificato in base alle suggestioni dei due musicisti, per una serata che spazierà da originals di Brancale e Varela a composizioni a quattro mani scritte per l’occasione, fino a riletture di grandi classici della musica come “Gracias a la vida“ di Violeta Parra, “Blackbird” dei Beatles, “River” di Joni Mitchell e pezzi di Erykah Badu e Pino Daniele.

Dopo il debutto a Sanremo con il brano “Galleggiare”, Serena Brancale ha ottenuto notevoli apprezzamenti da importanti personalità italiane come Fiorello, Arisa, Tosca, oltre che da grandi nomi della critica musicale come Ernesto Assante e Marco Magiarotti. “Il festival mi ha aperto porte che non immaginavo – spiega – dandomi la possibilità di conoscere artisti meravigliosi. Se potessi lo rifarei subito”. Nelle sue corde vocali non c’è solo una straordinaria vocazione verso il jazz, ma anche una forte inclinazione verso altri confini sonori che la cantante riesce a manipolare con grande disinvoltura in inedite composizioni decisamente ispirate. La sua duttilità vocale dal timbro black, ma anche la sua continua voglia di ricerca indirizzata verso una più ampia visione della musica, riescono ad abbattere le barriere dei generi musicali.

Il festival, diretto dai musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture, continuerà con “Modern Manouche Project”: swing manouche, bebop, funk e jazz moderno per il progetto capitanato dal chitarrista Dario Napoli con Tommaso Papini alla chitarra e Nicola Pasquini al basso (4 marzo, Auditorium Comunale a Loro Ciuffenna), e culminerà con il concerto del sassofonista statunitense Steve Coleman, una delle personalità più avvincenti del jazz contemporaneo, che si esibirà con il progetto Reflex, accompagnato da Anthony Tidd al basso e Sea Rickman alla batteria, due straordinari musicisti con cui divide le scene da moltissimo tempo, e che costituiscono l’ossatura ritmica dei suoi mitici Five Elements (31 marzo, Teatro Masaccio a San Giovanni Valdarno).

Valdarno Jazz Festival

I luoghi del festival: Auditorium Le Fornaci, via Vittorio Veneto 19, Terranuova Bracciolini;

Auditorium Comunale, via Pratomagno 6, Loro Ciuffenna;

Teatro Masaccio, via Giosuè Bosi 1, San Giovanni Valdarno

Prezzi: Serena Brancale – 10/7€; Dario Napoli – 7/5€; Steve Coleman 15/13 €.

Prevendite: Circuito Regionale Box Office; www.boxol.it – www.ticketone.it

Informazioni: www.valdarnojazzfestival.wordpress.com e www.eventimusicpool.it . tel. 055 240397

Alessandro Galati Trio in concerto

9 Feb

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 10 febbraio ore 21.30 all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (Ar)

Al 29/mo Valdarno Jazz Winter Festival

Alessandro Galati Trio in concerto

 Il pianista fiorentino sarà sul palco con Stefano Tamborrino alla batteria e Gabriele Evangelista al contrabbasso, per una serata che spazierà da brani degli ultimi dischi “Seals” e “On a Sunny Day”

ad anticipazioni dal nuovo album “Cold Sand”, in uscita a fine mese

Venerdì 10 febbraio il 29/mo Valdarno Jazz Winter Festival continua con Alessandro Galati Trio in concerto. Alle 21.30 il pianista fiorentino sarà sul palco dell’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto 19) insieme al contrabbassista Gabriele Evangelista e al batterista Stefano Tamborrino, per una serata che spazierà da brani tratti dagli ultimi lavori discografici “Seals” e “On a Sunny Day” (vincitori rispettivamente nel 2015 e nel 2016 del prestigioso premio come miglior album strumentale dell’anno assegnato della rivista giapponese Jazz Critique) ad anticipazioni del nuovo album “Cold Sand”, in uscita il 28 febbraio (ingresso 10/7€).

Con un curriculum che vanta collaborazioni con nomi prestigiosi del jazz internazionale come David Murray, Steve Lacy, Lee Konitz, Steve Grossman, Peter Erskine, Dave Liebman, Bob Sheppard, John Patitucci, Kenny Wheeler, Enrico Rava e Paolo Fresu, da sei anni Alessandro Galati è alla testa di questa formazione tutta toscana (Tamborrino infatti è fiorentino ed Evangelista di Livorno) che, arrivata al terzo disco, continua a riscuotere successo sia in Italia che all’estero, con diversi tour in Giappone. Durante il concerto si potranno ascoltare brani originali della band, da “MMMM”, scritta in memoria del trombettista Marco Tamburini, prematuramente scomparso, a “Beijing”, che riporta le suggestioni di un viaggio in Cina, fino a omaggi a grandi della musica come la rielaborazione di “Insensatez”, brano indimenticabile di Antonio Carlos Jobim, o la rilettura di “Here, there and everywhere” dei Beatles: “che con il suo titolo evocativo, mi ha fatto pensare alla questione sempre più presente dei migranti” – racconta il pianista.

Marca distintiva del lavoro di Galati e del suo trio è una costante attenzione alla melodia, con temi ben definiti, cantabili, a volte struggenti e sempre intensi, che vengono continuamente esaltati, riproposti, espansi e riletti, attraverso un impianto armonico complesso e mutevoli dinamiche di interplay. “Credo che per un musicista italiano il richiamo alla melodia sia qualcosa di imprescindibile, una questione di identità che affonda le sue radici nella storia della musica nostrana” – spiega l’artista. E continua: “Le influenze che ci segnano da piccoli diventano parte di noi per tutta la vita, ed io ho fatto parte di una delle ultime generazioni che ha potuto vivere immersa nella cultura italiana, a livello musicale. Quando ero bambino alla radio c’erano Verdi e Puccini, c’erano le romanze, ed è da lì che la melodia è entrata nel mio dna. È un elemento che fa parte della nostra storia, e il jazz è un’occasione splendida per farla rivivere in tutta la sua libertà e bellezza.”

Il festival, diretto dai musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture, continuerà con la giovane e talentuosa cantante pugliese Serena Brancale, che affiancata da Angelo Tabucco al piano e Israel Varela alla batteria condurrà il pubblico in una dimensione dove la black music cambia colore e il soul si fonde con il flamenco (17 febbraio, Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini), il chitarrista Dario Napoli con “Modern Manouche Project”: swing manouche, bebop, funk e jazz moderno con Tommaso Papini alla chitarra e Nicola Pasquini al basso (4 marzo, Auditorium Comunale a Loro Ciuffenna), e culminerà con il concerto del sassofonista statunitense Steve Coleman, una delle personalità più avvincenti del jazz contemporaneo, che si esibirà con il progetto Reflex, accompagnato da Anthony Tidd al basso e Sea Rickman alla batteria, due straordinari musicisti con cui divide le scene da moltissimo tempo, e che costituiscono l’ossatura ritmica dei suoi mitici Five Elements (31 marzo, Teatro Masaccio a San Giovanni Valdarno).

Valdarno Jazz Festival

I luoghi del festival: Auditorium Le Fornaci, via Vittorio Veneto 19, Terranuova Bracciolini; Auditorium Comunale, via Pratomagno 6, Loro Ciuffenna; Teatro Masaccio, via Giosuè Bosi 1, San Giovanni Valdarno

Prezzi: Alessandro Galati Trio e Serena Brancale – 10/7€; Dario Napoli – 7/5€; Steve Coleman 15/13 €.

Prevendite: Circuito Regionale Box Office; www.boxol.it – www.ticketone.it

Informazioni: www.valdarnojazzfestival.wordpress.com e www.eventimusicpool.it . tel. 055 240397

 

Dal 4 febbraio al 31 marzo la 29/ma edizione di VJ Festival nei comuni del Valdarno, tra Arezzo e Firenze

2 Feb

COMUNICATO STAMPA

Dal 4 febbraio al 31 marzo la 29/ma edizione nei comuni del Valdarno, tra Arezzo e Firenze

 Al via il Valdarno Jazz Winter Festival, cinque appuntamenti con i grandi della musica

La manifestazione, diretta da Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture, vedrà salire sul palco Steve Coleman, Alessandro Galati Trio, Serena Brancale e Dario Napoli

 Inaugurazione sabato 4 febbraio con la nuova produzione dedicata a Sting di Valdarno Jazz Collective

Firenze, 1 febbraio – Sarà la nuova produzione dedicata a Sting, interpretata dal Valdarno Jazz Collective a inaugurare sabato 4 febbraio il Valdarno Jazz Festival – Winter Edition. Cinque i concerti proposti per la ventinovesima edizione, che si terrà nei comuni del Valdarno, tra Firenze e Arezzo, a San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini e, per la prima volta, a Loro Ciuffenna.

Il festival è diretto dai musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool eValdarno Culture. Nel programma, eventi pensati appositamente per la manifestazione si alterneranno a concerti con grandi artisti, su tutti il trio del sassofonista Steve Coleman, una delle personalità più avvincenti del jazz contemporaneo, che chiuderà il festival il 31 marzo al Teatro Masaccio di San Giovanni con il progetto Reflex, accompagnato da Anthony Tidd al basso e Sea Rickman alla batteria, due straordinari musicisti con cui divide le scene da moltissimo tempo, e che costituiscono l’ossatura ritmica dei suoi mitici Five Elements.

il Valdarno Jazz propone anche per questa edizione un viaggio a tutto tondo nei poliedrici territori del jazz: si inizia sabato 4 febbraio all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini con “Sting… no limits”, la prima del progetto firmato Vj e dedicato a Sting, fondatore dei Police. A esibirsi il Valdarno Jazz Collective guidato dal contrabbassista Gianmarco Scaglia e formato da Mirko Pedrotti al vibrafono, Beppe Di Benedetto al trombone, SImone Gubbiotti alla chitarra e Giovanni Paolo Liguori alla batteria. L’appuntamento, dal titolo “L’uomo visibile: l’altra faccia del razzismo liberamente tratta dalle note di Sting”, sarà un racconto musicale scandito dalle parole del critico musicale Alceste Ayroldi. Si affronterà l’impegno sociale di Sting, la diaspora africana, le lotte per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani e la nuova diaspora che sta attraversando il Mediterraneo. Brani originali dell’artista britannico (Roxanne, Message in a bottle, Fragile) si alterneranno a standard del repertorio classico americano esplorati da Sting, come Dienda di Kenny Kirkland o Strange Fruit di Abel Meeropol, e a originals di Scaglia, quali il pezzo a lui dedicato, Blues for Sting, e Ninna ohh. Alle ore 17.30, in biblioteca, si terrà la guida all’ascolto “Sting… No Limits” sempre con Ayroldi, alle ore 19.30 apericena nel foyer dell’auditorium in collaborazione con Quasi Quasi Social Cafè.

Il Valdarno Jazz proseguirà con “On a Sunny Day”, ultimo lavoro di composizioni originali del pianista Alessandro Galati, in trio con Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria (10 febbraio, Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini), il concerto della giovane e talentuosa cantante pugliese Serena Brancale (nota ai più per la collaborazione con Mario Biondi), che, affiancata da Angelo Tabucco al piano e Israel Varela alla batteria condurrà il pubblico in una dimensione dove la black music cambia colore e il soul si fonderà con il flamenco (17 febbraio, Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini), mentre il chitarrista Dario Napoli con “Modern Manouche Project” donerà agli ascoltatori atmosfere swing manouche, bebop, di funk e jazz moderno, insieme a Tommaso Papini alla chitarra e Nicola Pasquini al basso (4 marzo, Auditorium Comunale a Loro Ciuffenna).

Completa la programmazione la mostra fotografica “Silent Box” di Fabiana Laurenzi (dal 4 febbraio all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini), sul valore prezioso delle pause in musica, che sono “fluire del tempo, uno spazio che rivela la sua presenza attraverso l’assenza dell’evento sonoro. La fisicità della pausa ricorda che siamo in vita, è il respiro di ciò che verrà”.

“Siamo felici di essere qui a presentare la nuova edizione del festival – dicono gli organizzatori – una manifestazione che continua a crescere anno dopo anno. Infatti per l’edizione estiva abbiamo raggiunto un accordo con il comune di Cavriglia, che per la prima volta porterà il Valdarno Jazz nel Chianti”.

Valdarno Jazz Festival

I luoghi del festival: Auditorium Le Fornaci, via Vittorio Veneto 19, Terranuova Bracciolini;

Auditorium Comunale, via Pratomagno 6, Loro Ciuffenna;

Teatro Masaccio, via Giosuè Bosi 1, San Giovanni Valdarno

 

Prezzi: Valdarno Jazz Collective, Alessandro Galati Trio e Serena Brancale – 10/7€; Dario Napoli – 7/5€; Steve Coleman 15/13 €.

Prevendite: Circuito Regionale Box Office; www.boxol.it – www.ticketone.it

Informazioni: www.valdarnojazzfestival.wordpress.com e www.eventimusicpool.it . tel. 055 240397

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Valdarno Jazz Festival 2017

19 Gen

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Aspettando Valdarno Jazz Winter 2017 con Alessandro Galati

17 Gen

Mercoledì 18 gennaio ore 21.30 presso la Biblioteca Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (Ar)

Alle guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Winter 2017” l’identità musicale tra cultura locale e tendenze globali

Terzo appuntamento in compagnia del pianista e compositore Alessandro Galati, che discuterà la questione dell’identità artistica nell’epoca della globalizzazione, in un percorso tra ascolti e racconti

Ha senso parlare di jazz italiano nell’era della globalizzazione? Esistono ancora specifiche identità musicali legate ai diversi territori? O la musica si sta uniformando a un modello unico, identificabile in quello dettato dalla scena statunitense? Saranno queste le tematiche al centro del terzo appuntamento con le guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Winter 2017”, il ciclo di incontri con critici e musicisti che torna domani, mercoledì 18 gennaio alle 21.30, presso la biblioteca comunale Le Fornaci di Terranova Bracciolini (Ar). In un percorso tra ascolti e racconti dal titolo “Identità musicale”, il compositore e pianista Alessandro Galati parlerà della ricerca dell’identità artistica e creativa condotta dal musicista contemporaneo, tra territorialità e linguaggi globali (ingresso libero).

Galati, che il 10 di febbraio salirà sul palco del Valdarno Jazz Winter Festival per presentare il suo ultimo lavoro On a sunny day, ha spiegato così il concetto alla base dell’intervento: “La tensione identitaria tra territorialità e globalizzazione è una questione assolutamente centrale nel panorama musicale e artistico di oggi. Ad esempio: in Italia abbiamo secoli di storia e un’eredità culturale enorme alle spalle, una sorta di dna in cui è già scritto buona parte del nostro essere artisti. Accanto a questo però esiste una rete globale sempre più estesa, grazie alla quale ognuno di noi può misurarsi con le culture di tutto il mondo. A partire da qui sorgono inevitabilmente delle domande: si può ancora parlare di musica specificamente italiana, con caratteristiche riconoscibili? O stiamo rimanendo schiacciati da un modello che, per quanto riguarda il jazz, ha il suo centro sui palchi di New York?”.

Le guide all’ascolto continueranno con il musicista e didatta Francesco Cusa, che illustrerà alcune tecniche di costruzione creativa (25 gennaio). Il 4 febbraio in Sting.. No Limits il critico musicale Alceste Ayroldi racconterà dell’artista britannico fondatore dei Police. L’appuntamento introdurrà l’apertura del Valdarno Jazz Winter Festival, con la prima del progetto firmato Vj e dedicato a Sting, con l’esibizione presso l’Auditorium Le Fornaci del Valdarno Jazz Collective in L’uomo invisibile: l’altra faccia del razzismo liberamente tratta dalle note di StingMirko Pedrottial vibrafono, Beppe Di Benedetto al trombone, Simone Gubbiotti alla chitarra, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Giovanni Paolo Liguori alla batteria si esibiranno in un racconto musicale scandito dalle parole di Ayroldi, affrontando l’impegno sociale di Sting, la diaspora africana, le lotte per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani e la nuova diaspora che sta attraversando il Mediterraneo. Nell’ambito delle iniziative, il 1 marzo, presso la biblioteca comunale di Loro Ciuffenna, si terrà la guida ascolto intitolata Capire il jazz.

Le guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Winter 2017”, dal titolo “Storia di uomini, musica e altro”, anticipano la 29/ma edizione del Valdarno Jazz Festival, che si svolgerà dal 4 febbraio a marzo nei comuni del Valdarno con i concerti dei grandi nomi del jazz internazionale, e sono organizzate in collaborazione con Regione Toscana, Valdarno Culture, Music Pool, Biblioteca Le Fornaci e i comuni del territorio.

 

Ingresso libero