Si chiude il 31/mo Valdarno Jazz Festival – Winter Edition con il Mirko Pedrotti Quintet

26 Mar

COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 28 e giovedì 29 marzo alle 21.30 per la prima volta nel Comune di Figline e Incisa Valdarno, presso il ridotto del Teatro Garibaldi (piazza Serristori)

Si chiude il 31/mo Valdarno Jazz Festival – Winter Edition

con il Mirko Pedrotti Quintet

Mercoledì in programma la guida all’ascolto che racconta la storia del vibrafono;

giovedì sul palco il quintetto composto da Mirko Pedrotti, Lorenzo Sighel, Luca Olzer, Michele Bazzanella e Matteo Giordani. In scaletta alcune anteprime del nuovo album, in lavorazione

“Sono estremamente felice di prendere parte al Valdarno Jazz, che quest’anno compie 20 anni. Tornare qui è sempre un piacere” – racconta Mirko Pedrotti

Arezzo, 27 marzo 2018 – Sarà l’eclettico vibrafonista Mirko Pedrotti a chiudere con un doppio appuntamento il 31/mo Valdarno Jazz Winter Edition nel Comune di Figline e Incisa Valdarno. In programma, presso il ridotto del Teatro Garibaldi (piazza Serristori), mercoledì 28 marzo alle 21.30 la guida all’ascolto “Il vibrafono tra nota scritta e improvvisata”, con un’analisi critica e una carrellata dei capiscuola dello strumento, a cui saranno alternati momenti di musica dal vivo; giovedì 29 marzo alle 21.30 gran finale con il concerto del quintetto capitanato da Mirko Pedrotti con Lorenzo Sighel all’alto sax, Luca Olzer al fender rhodes e sintetizzatore, Michele Bazzanella al basso elettrico e Matteo Giordani alla batteria. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero.

Mercoledì 28, durante la guida all’ascolto, Mirko Pedrotti farà un excursus sulla storia dello strumento di cui è innamorato, ovvero il vibrafono, uno strumento giovane che nasce nei primi del ‘900 e forse ancora poco conosciuto. Si parlerà della sua applicazione nella musica moderna e da camera, non solo con le parole ma anche con esemplificazioni dal vivo, dando anche qualche anticipazioni sul concerto del giorno seguente.

Giovedì 29 il Mirko Pedrotti Quintet presenterà in anteprima alcuni brani del nuovo disco a cui affiancherà altri brani originali tratti dagli album passati. “Sono estremamente felice di prendere parte al Valdarno Jazz, che quest’anno compie 20 anni. Tornare qui è sempre un piacere! – racconta Mirko Pedrotti – Ho già collaborato in passato con il Valdarno Jazz Collective e su questo palco abbiamo presentato il secondo disco del quintetto, questa volta daremo un’anteprima del nostro terzo disco che stiamo registrando proprio in questo periodo e che uscirà a ottobre, al momento non posso svelarvi altro”.

Il Mirko Pedrotti Quintet, è un progetto nato nel 2013 per volontà del vibrafonista trentino Pedrotti. Tante sono le matrici e le contaminazioni che influenzano la produzione del gruppo: musica jazz, minimal, rock, progressive, classica, elementi che convivono insieme e creano un linguaggio contemporaneo e caratteristico. Il groove accattivante, la poliritmia e la ricercatezza degli impasti timbrici sono i connotati principali di questa formazione che già agli esordi ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il primo premio assoluto al Barga Jazz Contest (2013) e il secondo posto a Baronissi Jazz (2013) che ne hanno decretato il lancio e la raggiunta visibilità a livello nazionale ed internazionale. Con due dischi già all’attivo, “Kimèra” nel 2013 ed “MPQ” nel 2015 sono più di quaranta i concerti effettuati dalla band sia in Italia che all’estero tra cui spiccano le esibizioni sui palchi di Novara Jazz, Sudtirol Jazz, Valdarno Jazz, Trentino Jazz, Mama Jazz Showcase (Lituania).

Informazioniwww.valdarnojazzfestival.wordpress.com e www.eventimusicpool.it

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Dai classici agli arrangiamenti di Morricone e Radiohead in chiave jazz: doppio appuntamento sul palco del 31/o Valdarno Jazz Festival

16 Mar

COMUNICATO STAMPA

 

Venerdì 16 alle 21.30 per la prima volta a Figline e sabato 17 marzo ore 21.30 presso l’auditorium comunale di Loro Ciuffenna (Ar)

Dai classici agli arrangiamenti di Morricone e Radiohead in chiave jazz: doppio appuntamento sul palco del 31/o Valdarno Jazz Festival

 

Sul palco venerdì il Valdarno Jazz Collective con Daniele Malvisi, Gianmarco Scaglia e Paolo Corsi mentre sabato con i pugliesi Apocalypse Trio con Vincenzo Deluci, Camillo e Giuseppe Mariani

 

Doppio appuntamento sul palco del 31/o Valdarno Jazz Festival – Winter Editionvenerdì 16 marzo alle 21.30 per la prima volta nel comune di Figline e Incisa Valdarno, presso il Ridotto del Teatro Garibaldi (piazza Serristori), si terrà il concerto del Valdarno Jazz Collective (VJC), trio formato da Daniele Malvisi al sax, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Paolo Corsi alla batteria, nel progetto “My favorite songs”, tra standard e pezzi originali (ingresso libero); sabato 17 marzo alle 21.30 presso l’auditorium comunale di Loro Ciuffenna (via Pratomagno 6, Ar), protagonista l’electro-jazz dei pugliesi Apocalypse Trio, con Vincenzo Deluci alla tromba e live electronics, Camillo Pace al contrabbasso, Giuseppe Mariani alla batteria. In programma alcuni pezzi tratti dall’album “Apocalypse” e arrangiamenti di brani dei Radiohead, Brian Eno ed Ennio Morricone (ingresso intero 10€, ridotto 7€).

 

“Una delle più belle sorprese del ventennale di Valdarno Jazz Festival è senz’altro la presenza del Comune di Figline e Incisa Valdarno all’interno del nostro cartellone! – dichiara Daniele Malvisi, direttore artistico del festival – Il Teatro Garibaldi rappresenta un punto di forza per la cultura valdarnese e siamo contenti di poter essere presenti sul territorio. Per questo ci sentiamo di ringraziare la lungimiranza dell’Assessore alla cultura Mattia Chiosi, che ha aderito con entusiasmo al progetto. In questi 20 anni di concerti e attività varie non solo io ma anche i miei colleghi abbiamo dato i natali a una incredibile quantità di musica. Alcune di queste composizioni originali sono ormai divenute dei classici tra noi musicisti, e nel concerto del collettivo il repertorio è essenzialmente composto da questi brani, che saremo felici di condividere con voi. Ogni pezzo sarà un trampolino di lancio per l’improvvisazione, oppure per un dialogo di interplay o ancora di vigore ritmico”.

 

L’appuntamento di sabato vede coinvolti gli Apocalypse Trio, progetto nato dall’idea di tre navigatori musicali pugliesi (DeluciPace e Mariani) basato su un’architettura sonora fatta di ritmi spezzati, interventi schizoidi di tromba, elementi elettronici misti ad acustici che vanno a comporre un mosaico sonoro. La serata rientra nel progetto “Jazz…no limits!”, trasversale nelle varie edizioni del festival, che usa la musica jazz come linguaggio per raccontare situazioni legate a forme di disagio fisico, sociale, razziale. Deluci – disabile dal 2004 a causa di un incidente autostradale che lo costringe su una carrozzina, e tornato alla musica attiva dal 2010 – suona grazie a una tromba particolare adattata ai movimenti del suo fisico.

 

Dice Gianmarco Scaglia, l’altro organizzatore del Valdarno Jazz: “Questo concerto è per molti motivi uno degli appuntamenti imperdibili del cartellone invernale, sia per la splendida musica di questa band, una sorta  di new elettro jazz capace di proiettare l’immaginario dell’ascoltatore in mondi sonori ancora poco esplorati, e perché Vincenzo Deluci (leader della band) è un esempio di come un artista possa essere capace di inseguire i propri sogni sempre, in questo caso nonostante un gravissimo incidente stradale che alcuni anni fa lo ha costretto in una carrozzina a rotelle. Vincenzo è paraplegico ma è riuscito a buttare il cuore oltre l’ostacolo, trasformando questo suo supporto in un’entità viva, grazie a un joystick, un accessorio di cui Vincenzo si serve come strumento attivo e indispensabile alla sua creatività. Questo concerto è una magia!”
“Vivo una vita più sedentaria e nel corso del tempo sono cambiato, non solo io ma anche la mia visione della musica. Con Camillo e Giuseppe ci conosciamo dai tempi del conservatorio e siamo molto felici dpartecipare al Valdarno Jazz Festival. – afferma il trombettista Deluci – Il nostro trio è molto libero. Ci piace oltrepassare i confini, non rientrare negli standard, emozionare la gente ed emozionarci noi quando suoniamo”.

 

Valdarno Jazz Festival, di cui si celebrano i 20 anni, si chiuderà con due appuntamenti presso il ridotto del Teatro Garibaldi (piazza Serristori, Figline), in compagnia del vibrafonista Mirko Pedrotti, che mercoledì 28 alle 21.30 terrà la guida all’ascolto “Il vibrafono tra nota scritta e improvvisata” mentre giovedì 29 marzo sempre alle 21.30 si esibirà col suo quintetto.

 

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“The Wall – e il muro intollerante rialzò la testa”, debutta la produzione originale ispirata ai capolavori dei Pink Floyd

7 Mar

COMUNICATO STAMPA

 

Il concerto si terrà domenica 11 marzo alle 17.30 a Terranuova Bracciolini (Ar)

Contro l’intolleranza razziale: al Valdarno Jazz Festival

“The Wall – e il muro intollerante rialzò la testa”, debutta la produzione originale ispirata ai capolavori dei Pink Floyd

 

Tra gli appuntamenti della settimana del 31/o Valdarno Jazz anche due guide all’ascolto in compagnia del critico musicale Alceste Ayroldi, venerdì 9 e sabato 10 marzo

 

 

Saranno i musicisti del Collettivo Valdarno Musiche, un organico di quasi 20 elementi dai 12 ai 70 anni, i protagonisti dell’evento in prima esecuzione, tra parole e musica, “The Wall – e il muro intollerante rialzò la testa”, previsto per domenica 11 marzo alle ore 17.30 all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto, 19, Ar) in occasione della 31/ma edizione del Valdarno Jazz Festival – Winter Edition. La nuova produzione, un percorso musicale e narrativo ideato dal giornalista Alceste Ayroldi, rivisiterà in chiave originale i brani più famosi dei Pink Floyd.

 

“Troviamo che sia di grande importanza avvicinarci alle idee espresse in ‘The Wall’ visti i molti episodi di intolleranza razziale e sociale dei nostri giorni che rendono necessario ripensare e riflettere su alcuni punti essenziali alla base dei diritti sociali e umani di ogni individuo in quanto uomo. Con questo lavoro il VMC intende ribadire il valore dei diritti inalienabili dell’essere umano e della vita” – dichiarano Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, organizzatori del festival.

 

A partire dalla simbolica destrutturazione delle musiche dell’album dei Pink Floyd (come un muro che si sgretola), il Collettivo Valdarno Musiche racconterà la storia di un migrante che affronta il suo perenne isolamento, così come fecero i Pink Foyd in the Wall. Ad interpretare i brani in maniera originale, oltre che Ayroldi quale voce narrante, saranno Alberto Aldinucci, Danni De Ritis, Francesaco Dondi ai sassofoni, Sandra Gambassi e Giuditta Palmieri alle voci, Andrea Simola, rap vocal, Alberto Gabbrielli, Marco Vacca, Salvo Pagliarello alle chitarre, basso, basso elettrico, Davide Bartolucci e Angelo Micoli alle batterie Marcello Zappia alle percussioni, Madoka Funatsu alla fisarmonica, Enrico Signore ai live elctronics, Zeno Lodolini alle tastiere. Il concerto è un’immedesimazione delle giornate di chi vive questa separazione, un viaggio nell’isolamento di chi, oggi più di allora, subisce le scelte scellerate di un potere politico ed economico in continuo mutamento (ingresso intero 10€, ridotto 7€).

 

“Nel 1979 veniva pubblicato “The Wall”, dei Pink Floyd; dieci anni più tardi il suo “fisico” collega di Berlino veniva abbattuto. Quaranta o trenta anni dopo, il muro torna a far parlare di sé non come argomento musicale, né per felicitare popolazioni crudelmente divise, ma per tapparsi in casa e mettere fuori – e al bando – chi arriva con la disperazione nelle tasche. Dalla Linea Maginot europea alla “muraglia messicana” di Trump, il muro torna alla ribalta anche più dell’idea artistico-sociale dei Pink Floyd” – dice Ayroldi.

 

Nell’ambito degli eventi collaterali sono previste due guide all’ascolto in compagnia del critico musicale Alceste Ayroldi: venerdì 9 alle ore 21.30 presso la sala della biblioteca di Loro Ciuffenna,l’incontro dal titolo “Sparate sul jazzista! La censura del jazz” dove Ayroldi introdurrà il pubblico al concetto del jazz come sinonimo di improvvisazione e libertà e di come tale assunto non abbia sempre trovato il gradimento delle dittature che hanno governato l’Europa nel passato, dal fascismo al nazismo, passando per lo stalinismo e il regime franchista spagnolo che aborrivano ogni forma di “americanismo”. Invero, anche gli Stati Uniti hanno perpetrato, fino agli anni ’60, una densa attività censoria nei confronti del jazz di matrice “nera”, ghettizzando i musicisti africani-americani ed il loro sound, la loro voce di libertà, cellula primordiale del jazz. Ancora oggi il jazz trova non poche difficoltà ad esprimersi in alcune parti del mondo ed è oggetto di demonizzazione sia politica che religiosa. (ingresso gratuito).

 

Sabato 10 alle ore 17.30 presso la Sala della biblioteca Le Fornaci di Terranuova Bracciolini, lo stesso Ayroldi introdurrà il celeberrimo album dei Pink Floyd svelandone i procedimenti che portarono alla sua realizzazione, nonché le poetiche e gli argomenti che ne costituiscono la significante.

 

Valdarno Jazz Festival, di cui si celebrano i 20 anni, si terrà fino al 29 marzo nel Valdarno, tra Firenze e Arezzo, nei comuni di Loro Ciuffenna, Terranuova Bracciolini e, per la prima volta, Figline e Incisa Valdarno, con 12 eventi e 6 concerti in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture.

 

Il festival proseguirà il 16 marzo con “My favorite songs” dei VJC (Valdarno Jazz Collective) su alcune rielaborazioni di temi famosi del repertorio jazzistico (21.30 al Ridotto del Teatro Garibaldi di Figline) e il 17 marzo con il progetto di new electro-jazz dei pugliesi Apocalypse Trio, formato da Vincenzo Deluci, tromba, Camillo Pace al contrabbasso e Giuseppe Mariani alla batteria.

 

 

Guida all’ascolto: ingresso gratuito.

Concerto: intero 10, ridotto 7 euro.

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L’electro-jazz degli Apocalypse Trio sul palco del Valdarno Jazz Festival

20 Feb

COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 21 febbraio alle 21.30 alla Biblioteca Comunale e domenica 25 all’auditorium comunale di Loro Ciuffenna (AR)

L’electro-jazz degli Apocalypse Trio sul palco del Valdarno Jazz Festival

Una guida all’ascolto gratuita e il concerto degli Apocalypse Trio: gli appuntamenti della settimana di Valdarno Jazz Festival Winter Edition

Una guida all’ascolto a cura di Daniele Malvisi su Il sassofono, storia di un’invenzione fallita” mercoledì 21 febbraio alle 21.30 e il concerto electro-jazz degli Apocalypse Trio domenica 25 alle 17.30: sono questi gli appuntamenti della settimana in occasione della 31/ma edizione del Valdarno Jazz Festival – Winter Edition che per queste due date si sposta nel comune di Loro Ciuffenna (AR), rispettivamente in biblioteca (via Ciuffenna) e all’Auditorium comunale (Via Pratomagno, 6)

Durante la guida all’ascolto Daniele Malvisi, musicista e direttore artistico del festival, parlerà de Il sassofono, storia di un’invenzione fallita” insieme al regista Danny De Ritis, di cui sarà proiettato il cortometraggio in tema (ingresso gratuito).

Protagonisti del concerto di domenica 25 saranno invece gli Apocalypse Trio, il progetto musicale nato dall’idea di tre navigatori musicali pugliesi quali Vincenzo Deluci alla tromba, Camillo Pace al contrabbasso e Giuseppe Mariani alla batteria che, amalgamando le loro esperienze, esploreranno e trasporteranno il pubblico verso nuovi mondi visio-musicali attraverso l’unione di strumenti acustici ed elettronici dando vita ad un progetto di new electro-jazz. L’appuntamento rientra nel progetto “Jazz…no limits!”, trasversale nelle varie edizioni del festival, che usa la musica jazz come linguaggio per raccontare situazioni legate a forme di disagio fisico, sociale, razziale. In questo caso, sul palco ci sarà il trombettista Deluci – paraplegico a causa di un incidente stradale – fautore di una personale poetica musicale, esempio di esperienza artistica densa e potente (ingresso intero 10€, ridotto 7€).

Valdarno Jazz Festival, di cui si celebrano i 20 anni, si terrà fino al 29 marzo nel Valdarno, tra Firenze e Arezzo, nei comuni di Loro Ciuffenna, Terranuova Bracciolini e, per la prima volta, Figline e Incisa Valdarno, con 12 eventi e 6 concerti in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture.

Il festival proseguirà con due guide all’ascolto introdotte dal critico musicale Alceste Ayroldi: “Sparate sul jazzista! la censura del jazz” venerdì 9 marzo alle 21.30  nella biblioteca del comune di Loro Ciuffenna; e “The Wall…e il muro intollerante rialzò la testa” sabato 10 ore 21.30 presso la Biblioteca Le Fornaci di Terranuova Bracciolini che introdurrà gli ascoltatori al concerto “The Wall” di domenica 11 marzo a cura del Collettivo Valdarno Musiche.

 Guida all’ascolto: ingresso gratuito.

Concerto Apocalypse Trio: intero 10, ridotto 7 euro.

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Francesco Cusa & The Assassins sul palco del Valdarno Jazz Festival

17 Feb

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 16 febbraio alle ore 21.30 presso l’auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (AR)

Francesco Cusa & The Assassins sul palco del Valdarno Jazz Festival

Insieme a Francesco Cusa, Valeria Sturba, Giovanni Benvenuti e Ferdinando Romano. In scaletta alcuni brani che anticipano l’uscita del prossimo album “Black Poker”

Saranno Francesco Cusa & The Assassins con “Rhythm Permutations” i protagonisti del concerto di venerdì 16 febbraio alle 21.30 all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto, 19, AR) in occasione della 31/ma edizione del Valdarno Jazz Festival – Winter Edition. Il quartetto è composto da Francesco Cusa alla batteria, Valeria Sturba voce, theremin, violino, live electronics, Giovanni Benvenuti al sax tenore e Ferdinando Romano al contrabbasso. In programma pezzi originali tratti dall’album “Love” e alcuni brani che anticipano l’uscita del prossimo album “Black Poker”, prevista nel 2018.

“The Assassins è per me una nuova formula di quartetto, un progetto che eredita l’approccio compositivo del mio precedente gruppo Skrunch. Grazie alle specifiche caratteriste dell’hammond, ci apriamo a certe influenze a sonorità più vicine al funk e al jazz: il lavoro di esplorazione dei materiali tematici è vincolato da schemi poliritmici atti a evidenziare le cellule melodiche, i riff e le modulazioni cromatiche e timbriche. Il rapporto tra scrittura e improvvisazione è dialettico. I vari elementi vanno dunque combinandosi in un gioco continuo di tensione e rilassamento, con uno sguardo alla tradizione e l’altro alla contemporaneità” – dice il batterista Francesco Cusa.

Francesco Cusa è nato a Catania nel 1966. Batterista, compositore e da sempre interessato all’interdisciplinarità artistica, è anche scrittore di racconti. Ha da poco pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Canti Strozzati” edita da Giulio Perrone Editore.

Valdarno Jazz Festival, di cui si celebrano i 20 anni, si terrà fino al 29 marzo nel Valdarno, tra Firenze e Arezzo, nei comuni di Loro Ciuffenna, Terranuova Bracciolini e, per la prima volta, Figline e Incisa Valdarno, con 12 eventi e 6 concerti in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture.

Il festival proseguirà con una guida all’ascolto nella biblioteca del comune di Loro Ciuffenna, il 21 febbraio, con Daniele Malvisi che parlerà de “Il sassofono…Storia di un’invenzione fallita” insieme al regista Danny De Ritis, di cui sarà proiettato il cortometraggio in tema, mentre il 25 febbraio all’Auditorium Comunale di Loro Ciuffenna si terrà il concerto del progetto di new electro-jazz dei pugliesi Apocalypse Trio, formato da Vincenzo Deluci, tromba, Camillo Pace al contrabbasso e Giuseppe Mariani alla batteria. Spazio all’esplorazione di nuovi mondi “visio-musicali” attraverso l’unione di strumenti acustici ed elettronici. L’appuntamento rientra nel progetto “Jazz…no limits!”, trasversale nelle varie edizioni del festival, che usa la musica jazz come linguaggio per raccontare situazioni legate a forme di disagio fisico, sociale, razziale. In questo caso, sul palco ci sarà Deluci, trombettista paraplegico a causa di un incidente stradale, fautore di una personale poetica musicale, esempio di esperienza artistica densa e potente.

Ingresso all’evento: intero 10, ridotto 7 euro.

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20 anni di Valdarno Jazz, ecco l’edizione “Winter”

29 Gen


Dal 4 febbraio al 29 marzo la 31/ma edizione del festival nei comuni di Loro Ciuffenna, Terranuova Bracciolini e per la prima volta Figline e Incisa Valdarno

20 anni di Valdarno Jazz, ecco l’edizione “Winter”

Tra i protagonisti Roberto Gatto, Alex Sipiagin, Francesco Cusa, Apocalypse Trio e Mirko Pedrotti Quintet

La manifestazione, diretta da Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture, si inaugura sabato 4 febbraio con la nuova produzione del Valdarno Jazz Collective ispirata ai grandi movimenti studenteschi del 1968

Evento collaterale il 3 febbraio con la masterclass di Roberto Gatto

Firenze, 29 gennaio 2018 – Sarà il viaggio musicale ispirato ai grandi movimenti studenteschi del 1968, interpretato dal Valdarno Jazz Collective, a inaugurare domenica 4 febbraio il Valdarno Jazz Festival – Winter Edition. Sei i concerti della trentunesima edizione (tra i protagonisti Alex Sipiagin, Francesco Cusa, Apocalypse Trio e Mirko Pedrotti Quintet) e dodici gli appuntamenti in totale tra masterclass e guide all’ascolto, per un programma che celebra i 20 anni del Valdarno Jazz.

Il festival, diretto dai musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture, si terrà nel Valdarno, tra Firenze e Arezzo, nei comuni di Loro Ciuffenna, Terranuova Bracciolini e, per la prima volta, Figline e Incisa Valdarno. Quale evento collaterale, sabato 3 febbraio, la masterclass del grande batterista Roberto Gatto aperta a tutti gli strumenti.

Il Valdarno Jazz proporrà anche per questa edizione un viaggio a tutto tondo nei poliedrici territori del jazz: si inizierà domenica 4 febbraio all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini con “1968: Something to Remember” del Valdarno Jazz Collettive – VJC, nuova produzione del festival. In programma un repertorio ispirato alle composizioni dell’epoca sessantottina che intende ribadire il valore dei principi di un’etica sociale e civile. Oltre a Daniele Malvisi al sax tenore e Gianmarco Scaglia al contrabbasso, suoneranno alcuni tra i più importanti musicisti della scena jazzistica contemporanea internazionale, tra cui il pianista Riccardo Fassi, il batterista Roberto Gatto e il trombettista americano Alex Sipiagin, prima tromba della Mingus Jazz Orchestra. In scaletta, capolavori di Miles Davis, Wayne Shorter, Ornette Coleman. Nell’ambito dei festeggiamenti, alle ore 17.00 nel foyer de Le Fornaci, sarà presentato “Jazzy Souls”, libro di Carlo Braschi, fotografo ufficiale di Valdarno Jazz, edito da Settore8, che ripercorre per immagini in circa 150 pagine la storia del festival, in cui si sono alternati oltre 1400 musicisti per circa 300 progetti.

Il Festival proseguirà il 16 febbraio con “Rhythm Permutations” con Francesco Cusa & The Assassins, ovvero Valeria Sturba, voce, theremin e violino, Giovanni Benvenuti al sax tenore, Ferdinando Romano al contrabbasso. Una nuova formula di quartetto, che si apre a influenze a sonorità più vicine al funk e al jazz, in un gioco continuo di tensione e rilassamento, con uno sguardo alla tradizione e l’altro alla contemporaneità (ore 21.30 Auditorium Le Fornaci, Terranuova Bracciolini).

Il 25 febbraio spazio all’esplorazione di nuovi mondi “visio-musicali” attraverso l’unione di strumenti acustici ed elettronici con il progetto di new electro-jazz dei pugliesi Apocalypse Trio, formato da Vincenzo Deluci, tromba, Camillo Pace al contrabbasso e Giuseppe Mariani alla batteria. L’appuntamento rientra nel progetto “Jazz…no limits!”, trasversale nelle varie edizioni del festival, che usa la musica jazz come linguaggio per raccontare situazioni legate a forme di disagio fisico, sociale, razziale. In questo caso, sul palco ci sarà Deluci, trombettista paraplegico a causa di un incidente stradale, fautore di una personale poetica musicale, esempio di esperienza artistica densa e potente. Il gruppo propone una musica che riesce a rompere col passato pur affondando le proprie radici nel rock elettrico, jazz, musica contemporanea, antica, in una inedita fusione, con un’architettura sonora basata su ritmi spezzati, interventi schizoidi di tromba, di elementi elettronici e contrabbasso, che vanno a comporre un mosaico sonoro (ore 17.30, Auditorium Comunale via Pratomagno, 6 a Loro Ciuffenna).

Domenica 11 marzo il Collettivo Valdarno Musiche proporrà “The Wall”, una nuova produzione originale, ideata dal giornalista Alceste Ayroldi, un percorso musicale e narrativo che, a partire dalla simbolica destrutturazione delle musiche dell’album dei Pink Floyd (come un muro che si sgretola), racconterà la storia di un migrante che affronta il suo perenne isolamento, così come Pink in the Wall. Ad interpretare i brani in maniera originale, oltre che Ayroldi quale voce narrante, saranno Alberto Aldinucci, Danni De Ritis, Francesaco Dondi ai sassofoni, Sandra Gambassi e Giuditta Palmieri alle voci, Andrea Simola, rap vocal, Alberto Gabbrielli, Marco Vacca, Salvo Pagliarello alle chitarre, basso, basso elettrico, Davide Bartolucci e Angelo Micoli alle batterie Marcello Zappia alle percussioni, Madoka Funatsu alla fisarmonica, Enrico Signore ai live elctronics, Zeno Lodolini alle tastiere. Il concerto è un’immedesimazione delle giornate di chi vive questa separazione, un viaggio nell’isolamento di chi, oggi più di allora, subisce le scelte scellerate di un potere politico ed economico in continuo mutamento (ore 17.30 Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini).

Il 31/o Valdarno Jazz presenterà il 16 marzo “My favorite songs” del Valdarno Jazz Collective, progetto che si ispira al combo trio, composto da Daniele Malvisi, Gianmarco Scaglia e Paolo Corsi. In scaletta, oltre ai brani originali firmati da Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, alcune rielaborazioni di temi famosi del repertorio jazzistico. Ogni brano sarà un trampolino di lancio per l’improvvisazione, per un dialogo di interplay, di assoluto vigore ritmico (21.30 Ridotto del Teatro Garibaldi a Figline).

Giovedì 29 a chiudere il festival ci sarà il Mirko Pedrotti Quintet, progetto nato nel 2013 per volontà del vibrafonista trentino Pedrotti, accompagnato da Lorenzo Sighel al sax alto, Luca Olzer, fender rhodes, sintetizzatore, Michele Bazzanella al basso elettrico e Matteo Giordani alla batteria. Tante sono le matrici e le contaminazioni che influenzano la produzione del gruppo: musica jazz, minimal, rock, progressive, classica, elementi che convivono insieme e creano un linguaggio contemporaneo e caratteristico. Il groove accattivante, la poliritmia e la ricercatezza degli impasti timbrici sono i connotati principali di questa formazione che già agli esordi ha ottenuto importanti riconoscimenti (ore 21.30 ridotto del Teatro Garibaldi a Figline Valdarno).

Ad arricchire il cartellone del festival, alcuni eventi collaterali, tra cui varie guide all’ascolto. Il 31 gennaio presso la Biblioteca Le Fornaci il batterista Paolo Corsi ripercorrerà l’evoluzione delle percussioni tra gli anni ‘60 e ’70, in un viaggio avvincente tra idee e concezioni ritmiche che contraddistinguono le categorie musicali odierne (ore 21.30) mentre il 10 marzo Alceste Ayroldi introdurrà il concerto dell’11 marzo con “The Wall … e il muro intollerante rialzò la testa”, un excursus che, dalla Linea Maginot europea alla “muraglia messicana” di Trump, racconta quanto il muro sia tornato alla ribalta, anche più dell’idea artistico-sociale dei Pink Floyd (alle 17.30). Nella biblioteca del comune di Loro Ciuffenna, il 21 febbraio, Daniele Malvisi parlerà de “Il sassofono…Storia di un’invenzione fallita” insieme al regista Danny De Ritis, di cui sarà proiettato il cortometraggio in tema, mentre il 9 marzo Alceste Ayroldi presenterà “Sparate sul jazzista! la censura del jazz” (ore 21.30). Infine, il 28 marzo al ridotto del Teatro Garibaldi di Figline, in programma la guida all’ascolto di Mirko Pedrotti “Il vibrafono tra nota scritta e improvvisata”, con un’analisi e una carrellata dei capiscuola dello strumento, a cui saranno alternate esemplificazioni dal vivo (21.30).

Informazioni: www.valdarnojazzfestival.wordpress.com e www.eventimusicpool.it

Prevendite: Circuito Regionale Box Office www.boxol.it  / telefono: 055 210804 www.ticketone.it

Nella prefazione al libro “Jazzy Souls” il critico Alceste Ayroldi dice: “Carlo Braschi cristallizza alcuni passaggi della storia del Valdarno Jazz Festival, consegnandoci immagini di particolare intensità e lucentezza. Le foto sanno parlare meglio delle parole e quelle di Braschi suonano e cantano perfettamente, lasciando ascoltare una buona manciata di anni del Valdarno Jazz Festival”. Fra i volti più noti del jazz Italiano e internazionale nel libro troviamo la pianista giapponese Hiromi, il sassofonista Chris Potter, il pianista Stefano Bollani, e i trombettisti Paolo Fresu e  Enrico Rava.

Per informazioni e-mail: carlobraschi.arte@gmail.com telefono 340-3478784

 

Valdarno Jazz Collective live chiude il 30/mo Valdarno Jazz Summer Festival

1 Ago

Mercoledì 2 agosto ore 21.30 a in Piazza Matteotti a Loro Ciuffenna (Arezzo), ingresso gratuito

Il Valdarno Jazz Collective live con una formazione d’eccezione chiude il 30/mo Valdarno Jazz Summer Festival

Sul palco Gianmarco Scaglia al contrabbasso, Simone Gubbiotti alla chitarra e Mirko Pedrotti al vibrafono special guest il batterista statunitense Ari Hoenig

Sarà il live del Valdarno Jazz Collective a concludere, mercoledì 2 agosto a Loro Ciuffenna (Ar), la 30/ma edizione del Valdarno Jazz Summer Festival, l’evento partito lo scorso 6 luglio che in sette appuntamenti ha portato nei comuni del Valdarno le stelle del jazz italiano e internazionale. Alle 21.30 la band capitanata dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, affiancato da Simone Gubbiotti alla chitarra e Mirko Pedrotti al vibrafono, salirà sul palco di Piazza Matteotti insieme a un ospite d’eccezione: il batterista statunitense Ari Hoenig, considerato dalla critica uno dei più audaci innovatori dei nostri tempi. Questa inedita formazione, nata appositamente per il festival, coinvolgerà il pubblico in una serata che spazierà tra brani originali di ciascuno dei quattro musicisti, arricchiti per l’occasione da un interplay creativo e imprevedibile (ingresso gratuito). 

Il progetto del collettivo nasce nel 2015 da un’idea di Gianmarco Scaglia, subito sposata ed implementata dagli altri membri. Si tratta di una sorta di autoritratto a metà tra ragione ed istinto, tra rigore e libertà, in un fluire di emozioni che si irradiano da un repertorio il cui unico desiderio resta quello di comunicare. In questo scorrere di energie ed idee, di volta in volta, il nucleo della formazione si è aperto a nuovi ospiti e diverse collaborazioni, facendo del Valdarno Jazz Collective un’esperienza unica nel panorama europeo. È questa la volta del poliedrico Ari Hoenig, noto al pubblico per il suo stile unico e la capacità di approcciarsi allo strumento utilizzando non solo le bacchette, ma anche il suo stesso corpo. Negli anni, tuttavia, il VJ Collective ha ospitato non solo personalità della musica, ma anche del giornalismo come Alceste Ayroldi, e creato progetti originali per affrontare temi di forte attualità, tra cui la disabilità, e le migrazioni dei popoli.

Dopo la data a Loro Ciuffenna il tour del Valdarno Jazz Collective con Ari Hoenig continuerà al Garda Jazz Festival (3/08, TN) per poi spostarsi a Parma per Jazz in Villa (4/08). Si continua a Firenze sull’affaccio del Piazzale Michelangelo (5/08), e in Calabria al Peperoncino Jazz Festival (6/08), per arrivare alla tappa conclusiva con il Noto Jazz Festival (7/08, SR). 

Valdarno Jazz Summer Festival è diretto dai musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool.

Ingresso libero. 

Per ulteriori informazioni visitare il sito internet valdarnojazzfestival.wordpress.com

Infoline 055 – 240397.