Serena Brancale in concerto con “Soulenco”

17 Feb

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 17 febbraio ore 21.30 all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (Ar)

Al 29/mo Valdarno Jazz Winter Festival

Serena Brancale in concerto con “Soulenco”

La giovane cantante barese applaudita a Sanremo 2015 e collaboratrice di Mario Biondi, sarà affiancata da Angelo Trabucco al piano e Israel Varela alla batteria per una serata tra soul e flamenco

Venerdì 17 febbraio le atmosfere mediterranee e messicane saranno protagoniste al 29/mo Valdarno Jazz Winter Festival con Soulenco, il nuovo progetto musicale della giovanissima cantante e autrice Serena Brancale. Tra le voci più talentuose emerse negli ultimi anni in Italia, con all’attivo collaborazioni illustri come quella con Mario Biondi ed esibizioni prestigiose tra cui la partecipazione a Sanremo 2015, alle 21.30 l’artista barese condurrà il pubblico dell’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto 19, Ar) in una dimensione dove la soul music si fonde con il flamenco. Ad affiancarla in concerto il batterista Israel Verela e il pianista Angelo Trabucco (ingresso 10/7€).

“Soulenco nasce dall’alchimia tra due artisti accomunati dalla passione per il ritmo e per il mondo della sperimentazione” – racconta la Brancale sulla genesi del progetto. In programma un repertorio che unisce le origini pugliesi e la passione per la black music della cantante con il talento per la tradizione flamenca di Varela. L’arrangiamento è il protagonista principale: ogni brano viene destrutturato e modificato in base alle suggestioni dei due musicisti, per una serata che spazierà da originals di Brancale e Varela a composizioni a quattro mani scritte per l’occasione, fino a riletture di grandi classici della musica come “Gracias a la vida“ di Violeta Parra, “Blackbird” dei Beatles, “River” di Joni Mitchell e pezzi di Erykah Badu e Pino Daniele.

Dopo il debutto a Sanremo con il brano “Galleggiare”, Serena Brancale ha ottenuto notevoli apprezzamenti da importanti personalità italiane come Fiorello, Arisa, Tosca, oltre che da grandi nomi della critica musicale come Ernesto Assante e Marco Magiarotti. “Il festival mi ha aperto porte che non immaginavo – spiega – dandomi la possibilità di conoscere artisti meravigliosi. Se potessi lo rifarei subito”. Nelle sue corde vocali non c’è solo una straordinaria vocazione verso il jazz, ma anche una forte inclinazione verso altri confini sonori che la cantante riesce a manipolare con grande disinvoltura in inedite composizioni decisamente ispirate. La sua duttilità vocale dal timbro black, ma anche la sua continua voglia di ricerca indirizzata verso una più ampia visione della musica, riescono ad abbattere le barriere dei generi musicali.

Il festival, diretto dai musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture, continuerà con “Modern Manouche Project”: swing manouche, bebop, funk e jazz moderno per il progetto capitanato dal chitarrista Dario Napoli con Tommaso Papini alla chitarra e Nicola Pasquini al basso (4 marzo, Auditorium Comunale a Loro Ciuffenna), e culminerà con il concerto del sassofonista statunitense Steve Coleman, una delle personalità più avvincenti del jazz contemporaneo, che si esibirà con il progetto Reflex, accompagnato da Anthony Tidd al basso e Sea Rickman alla batteria, due straordinari musicisti con cui divide le scene da moltissimo tempo, e che costituiscono l’ossatura ritmica dei suoi mitici Five Elements (31 marzo, Teatro Masaccio a San Giovanni Valdarno).

Valdarno Jazz Festival

I luoghi del festival: Auditorium Le Fornaci, via Vittorio Veneto 19, Terranuova Bracciolini;

Auditorium Comunale, via Pratomagno 6, Loro Ciuffenna;

Teatro Masaccio, via Giosuè Bosi 1, San Giovanni Valdarno

Prezzi: Serena Brancale – 10/7€; Dario Napoli – 7/5€; Steve Coleman 15/13 €.

Prevendite: Circuito Regionale Box Office; www.boxol.it – www.ticketone.it

Informazioni: www.valdarnojazzfestival.wordpress.com e www.eventimusicpool.it . tel. 055 240397

Alessandro Galati Trio in concerto

9 Feb

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 10 febbraio ore 21.30 all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (Ar)

Al 29/mo Valdarno Jazz Winter Festival

Alessandro Galati Trio in concerto

 Il pianista fiorentino sarà sul palco con Stefano Tamborrino alla batteria e Gabriele Evangelista al contrabbasso, per una serata che spazierà da brani degli ultimi dischi “Seals” e “On a Sunny Day”

ad anticipazioni dal nuovo album “Cold Sand”, in uscita a fine mese

Venerdì 10 febbraio il 29/mo Valdarno Jazz Winter Festival continua con Alessandro Galati Trio in concerto. Alle 21.30 il pianista fiorentino sarà sul palco dell’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto 19) insieme al contrabbassista Gabriele Evangelista e al batterista Stefano Tamborrino, per una serata che spazierà da brani tratti dagli ultimi lavori discografici “Seals” e “On a Sunny Day” (vincitori rispettivamente nel 2015 e nel 2016 del prestigioso premio come miglior album strumentale dell’anno assegnato della rivista giapponese Jazz Critique) ad anticipazioni del nuovo album “Cold Sand”, in uscita il 28 febbraio (ingresso 10/7€).

Con un curriculum che vanta collaborazioni con nomi prestigiosi del jazz internazionale come David Murray, Steve Lacy, Lee Konitz, Steve Grossman, Peter Erskine, Dave Liebman, Bob Sheppard, John Patitucci, Kenny Wheeler, Enrico Rava e Paolo Fresu, da sei anni Alessandro Galati è alla testa di questa formazione tutta toscana (Tamborrino infatti è fiorentino ed Evangelista di Livorno) che, arrivata al terzo disco, continua a riscuotere successo sia in Italia che all’estero, con diversi tour in Giappone. Durante il concerto si potranno ascoltare brani originali della band, da “MMMM”, scritta in memoria del trombettista Marco Tamburini, prematuramente scomparso, a “Beijing”, che riporta le suggestioni di un viaggio in Cina, fino a omaggi a grandi della musica come la rielaborazione di “Insensatez”, brano indimenticabile di Antonio Carlos Jobim, o la rilettura di “Here, there and everywhere” dei Beatles: “che con il suo titolo evocativo, mi ha fatto pensare alla questione sempre più presente dei migranti” – racconta il pianista.

Marca distintiva del lavoro di Galati e del suo trio è una costante attenzione alla melodia, con temi ben definiti, cantabili, a volte struggenti e sempre intensi, che vengono continuamente esaltati, riproposti, espansi e riletti, attraverso un impianto armonico complesso e mutevoli dinamiche di interplay. “Credo che per un musicista italiano il richiamo alla melodia sia qualcosa di imprescindibile, una questione di identità che affonda le sue radici nella storia della musica nostrana” – spiega l’artista. E continua: “Le influenze che ci segnano da piccoli diventano parte di noi per tutta la vita, ed io ho fatto parte di una delle ultime generazioni che ha potuto vivere immersa nella cultura italiana, a livello musicale. Quando ero bambino alla radio c’erano Verdi e Puccini, c’erano le romanze, ed è da lì che la melodia è entrata nel mio dna. È un elemento che fa parte della nostra storia, e il jazz è un’occasione splendida per farla rivivere in tutta la sua libertà e bellezza.”

Il festival, diretto dai musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture, continuerà con la giovane e talentuosa cantante pugliese Serena Brancale, che affiancata da Angelo Tabucco al piano e Israel Varela alla batteria condurrà il pubblico in una dimensione dove la black music cambia colore e il soul si fonde con il flamenco (17 febbraio, Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini), il chitarrista Dario Napoli con “Modern Manouche Project”: swing manouche, bebop, funk e jazz moderno con Tommaso Papini alla chitarra e Nicola Pasquini al basso (4 marzo, Auditorium Comunale a Loro Ciuffenna), e culminerà con il concerto del sassofonista statunitense Steve Coleman, una delle personalità più avvincenti del jazz contemporaneo, che si esibirà con il progetto Reflex, accompagnato da Anthony Tidd al basso e Sea Rickman alla batteria, due straordinari musicisti con cui divide le scene da moltissimo tempo, e che costituiscono l’ossatura ritmica dei suoi mitici Five Elements (31 marzo, Teatro Masaccio a San Giovanni Valdarno).

Valdarno Jazz Festival

I luoghi del festival: Auditorium Le Fornaci, via Vittorio Veneto 19, Terranuova Bracciolini; Auditorium Comunale, via Pratomagno 6, Loro Ciuffenna; Teatro Masaccio, via Giosuè Bosi 1, San Giovanni Valdarno

Prezzi: Alessandro Galati Trio e Serena Brancale – 10/7€; Dario Napoli – 7/5€; Steve Coleman 15/13 €.

Prevendite: Circuito Regionale Box Office; www.boxol.it – www.ticketone.it

Informazioni: www.valdarnojazzfestival.wordpress.com e www.eventimusicpool.it . tel. 055 240397

 

Dal 4 febbraio al 31 marzo la 29/ma edizione di VJ Festival nei comuni del Valdarno, tra Arezzo e Firenze

2 Feb

COMUNICATO STAMPA

Dal 4 febbraio al 31 marzo la 29/ma edizione nei comuni del Valdarno, tra Arezzo e Firenze

 Al via il Valdarno Jazz Winter Festival, cinque appuntamenti con i grandi della musica

La manifestazione, diretta da Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture, vedrà salire sul palco Steve Coleman, Alessandro Galati Trio, Serena Brancale e Dario Napoli

 Inaugurazione sabato 4 febbraio con la nuova produzione dedicata a Sting di Valdarno Jazz Collective

Firenze, 1 febbraio – Sarà la nuova produzione dedicata a Sting, interpretata dal Valdarno Jazz Collective a inaugurare sabato 4 febbraio il Valdarno Jazz Festival – Winter Edition. Cinque i concerti proposti per la ventinovesima edizione, che si terrà nei comuni del Valdarno, tra Firenze e Arezzo, a San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini e, per la prima volta, a Loro Ciuffenna.

Il festival è diretto dai musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool eValdarno Culture. Nel programma, eventi pensati appositamente per la manifestazione si alterneranno a concerti con grandi artisti, su tutti il trio del sassofonista Steve Coleman, una delle personalità più avvincenti del jazz contemporaneo, che chiuderà il festival il 31 marzo al Teatro Masaccio di San Giovanni con il progetto Reflex, accompagnato da Anthony Tidd al basso e Sea Rickman alla batteria, due straordinari musicisti con cui divide le scene da moltissimo tempo, e che costituiscono l’ossatura ritmica dei suoi mitici Five Elements.

il Valdarno Jazz propone anche per questa edizione un viaggio a tutto tondo nei poliedrici territori del jazz: si inizia sabato 4 febbraio all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini con “Sting… no limits”, la prima del progetto firmato Vj e dedicato a Sting, fondatore dei Police. A esibirsi il Valdarno Jazz Collective guidato dal contrabbassista Gianmarco Scaglia e formato da Mirko Pedrotti al vibrafono, Beppe Di Benedetto al trombone, SImone Gubbiotti alla chitarra e Giovanni Paolo Liguori alla batteria. L’appuntamento, dal titolo “L’uomo visibile: l’altra faccia del razzismo liberamente tratta dalle note di Sting”, sarà un racconto musicale scandito dalle parole del critico musicale Alceste Ayroldi. Si affronterà l’impegno sociale di Sting, la diaspora africana, le lotte per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani e la nuova diaspora che sta attraversando il Mediterraneo. Brani originali dell’artista britannico (Roxanne, Message in a bottle, Fragile) si alterneranno a standard del repertorio classico americano esplorati da Sting, come Dienda di Kenny Kirkland o Strange Fruit di Abel Meeropol, e a originals di Scaglia, quali il pezzo a lui dedicato, Blues for Sting, e Ninna ohh. Alle ore 17.30, in biblioteca, si terrà la guida all’ascolto “Sting… No Limits” sempre con Ayroldi, alle ore 19.30 apericena nel foyer dell’auditorium in collaborazione con Quasi Quasi Social Cafè.

Il Valdarno Jazz proseguirà con “On a Sunny Day”, ultimo lavoro di composizioni originali del pianista Alessandro Galati, in trio con Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria (10 febbraio, Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini), il concerto della giovane e talentuosa cantante pugliese Serena Brancale (nota ai più per la collaborazione con Mario Biondi), che, affiancata da Angelo Tabucco al piano e Israel Varela alla batteria condurrà il pubblico in una dimensione dove la black music cambia colore e il soul si fonderà con il flamenco (17 febbraio, Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini), mentre il chitarrista Dario Napoli con “Modern Manouche Project” donerà agli ascoltatori atmosfere swing manouche, bebop, di funk e jazz moderno, insieme a Tommaso Papini alla chitarra e Nicola Pasquini al basso (4 marzo, Auditorium Comunale a Loro Ciuffenna).

Completa la programmazione la mostra fotografica “Silent Box” di Fabiana Laurenzi (dal 4 febbraio all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini), sul valore prezioso delle pause in musica, che sono “fluire del tempo, uno spazio che rivela la sua presenza attraverso l’assenza dell’evento sonoro. La fisicità della pausa ricorda che siamo in vita, è il respiro di ciò che verrà”.

“Siamo felici di essere qui a presentare la nuova edizione del festival – dicono gli organizzatori – una manifestazione che continua a crescere anno dopo anno. Infatti per l’edizione estiva abbiamo raggiunto un accordo con il comune di Cavriglia, che per la prima volta porterà il Valdarno Jazz nel Chianti”.

Valdarno Jazz Festival

I luoghi del festival: Auditorium Le Fornaci, via Vittorio Veneto 19, Terranuova Bracciolini;

Auditorium Comunale, via Pratomagno 6, Loro Ciuffenna;

Teatro Masaccio, via Giosuè Bosi 1, San Giovanni Valdarno

 

Prezzi: Valdarno Jazz Collective, Alessandro Galati Trio e Serena Brancale – 10/7€; Dario Napoli – 7/5€; Steve Coleman 15/13 €.

Prevendite: Circuito Regionale Box Office; www.boxol.it – www.ticketone.it

Informazioni: www.valdarnojazzfestival.wordpress.com e www.eventimusicpool.it . tel. 055 240397

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Valdarno Jazz Festival 2017

19 Gen

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Aspettando Valdarno Jazz Winter 2017 con Alessandro Galati

17 Gen

Mercoledì 18 gennaio ore 21.30 presso la Biblioteca Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (Ar)

Alle guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Winter 2017” l’identità musicale tra cultura locale e tendenze globali

Terzo appuntamento in compagnia del pianista e compositore Alessandro Galati, che discuterà la questione dell’identità artistica nell’epoca della globalizzazione, in un percorso tra ascolti e racconti

Ha senso parlare di jazz italiano nell’era della globalizzazione? Esistono ancora specifiche identità musicali legate ai diversi territori? O la musica si sta uniformando a un modello unico, identificabile in quello dettato dalla scena statunitense? Saranno queste le tematiche al centro del terzo appuntamento con le guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Winter 2017”, il ciclo di incontri con critici e musicisti che torna domani, mercoledì 18 gennaio alle 21.30, presso la biblioteca comunale Le Fornaci di Terranova Bracciolini (Ar). In un percorso tra ascolti e racconti dal titolo “Identità musicale”, il compositore e pianista Alessandro Galati parlerà della ricerca dell’identità artistica e creativa condotta dal musicista contemporaneo, tra territorialità e linguaggi globali (ingresso libero).

Galati, che il 10 di febbraio salirà sul palco del Valdarno Jazz Winter Festival per presentare il suo ultimo lavoro On a sunny day, ha spiegato così il concetto alla base dell’intervento: “La tensione identitaria tra territorialità e globalizzazione è una questione assolutamente centrale nel panorama musicale e artistico di oggi. Ad esempio: in Italia abbiamo secoli di storia e un’eredità culturale enorme alle spalle, una sorta di dna in cui è già scritto buona parte del nostro essere artisti. Accanto a questo però esiste una rete globale sempre più estesa, grazie alla quale ognuno di noi può misurarsi con le culture di tutto il mondo. A partire da qui sorgono inevitabilmente delle domande: si può ancora parlare di musica specificamente italiana, con caratteristiche riconoscibili? O stiamo rimanendo schiacciati da un modello che, per quanto riguarda il jazz, ha il suo centro sui palchi di New York?”.

Le guide all’ascolto continueranno con il musicista e didatta Francesco Cusa, che illustrerà alcune tecniche di costruzione creativa (25 gennaio). Il 4 febbraio in Sting.. No Limits il critico musicale Alceste Ayroldi racconterà dell’artista britannico fondatore dei Police. L’appuntamento introdurrà l’apertura del Valdarno Jazz Winter Festival, con la prima del progetto firmato Vj e dedicato a Sting, con l’esibizione presso l’Auditorium Le Fornaci del Valdarno Jazz Collective in L’uomo invisibile: l’altra faccia del razzismo liberamente tratta dalle note di StingMirko Pedrottial vibrafono, Beppe Di Benedetto al trombone, Simone Gubbiotti alla chitarra, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Giovanni Paolo Liguori alla batteria si esibiranno in un racconto musicale scandito dalle parole di Ayroldi, affrontando l’impegno sociale di Sting, la diaspora africana, le lotte per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani e la nuova diaspora che sta attraversando il Mediterraneo. Nell’ambito delle iniziative, il 1 marzo, presso la biblioteca comunale di Loro Ciuffenna, si terrà la guida ascolto intitolata Capire il jazz.

Le guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Winter 2017”, dal titolo “Storia di uomini, musica e altro”, anticipano la 29/ma edizione del Valdarno Jazz Festival, che si svolgerà dal 4 febbraio a marzo nei comuni del Valdarno con i concerti dei grandi nomi del jazz internazionale, e sono organizzate in collaborazione con Regione Toscana, Valdarno Culture, Music Pool, Biblioteca Le Fornaci e i comuni del territorio.

 

Ingresso libero

Aspettando VJ Winter Festival: ecco il programma delle guide all’ascolto

10 Gen

La 29° edizione del festival diretto dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool, si svolgerà dal 4 febbraio a marzo nei comuni del Valdarno

Storie di uomini, musica e altro: al via le guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Festival”

Il primo appuntamento presso la Biblioteca Le Fornaci di Terranova Bracciolini, mercoledì 4 gennaio alle ore 21.30, sarà Le invisibili città dell’immaginarioDaniele Malvisi introdurrà ai segreti dell’ultimo capolavoro discografico del sassofonista statunitense Chris Potter, Imaginary Cities, in un parallelo con le pagine di Italo Calvino

In attesa della ventinovesima edizione del Valdarno Jazz Festival, che si svolgerà dal 4 febbraio a marzo nei comuni del Valdarno, con i concerti dei grandi nomi del jazz internazionale, mercoledì 4 gennaio alle ore 21.30 presso la Biblioteca comunale Le Fornaci di Terranova Bracciolini (Ar) si inaugurerà il ciclo di guide all’ascolto Aspettando Valdarno Jazz.

Dal titolo Storia di uomini, musica e altro, saranno sei appuntamenti, a ingresso libero, tra momenti di musica live e ascolto, in collaborazione con Regione ToscanaValdarno CultureMusic Pool, Biblioteca Le Fornaci e i comuni del territorio. In apertura, il sassofonista Daniele Malvisiintrodurrà ai segreti dell’ultimo capolavoro discografico del sassofonista statunitense Chris PotterImaginary Cities, che saranno svelati attraverso l’indagine parallela della sua musica e la lettura di alcune tra le pagine più rappresentative del libro Le città invisibili di Italo Calvino, interpretate dall’associazione Donne di Carta.

Il ciclo di incontri proseguirà con il filosofo e musicologo Neri Pollastri che discuterà di come la pratica dell’improvvisazione sia fondamentale per la vita umana (11 gennaio); si parlerà di identità artistica con il pianista e compositore Alessandro Galati (18 gennaio), ospite del festival anche con un concerto in trio il 10 febbraio, mentre il musicista e didatta Francesco Cusa illustrerà alcune tecniche di costruzione creativa (25 gennaio). Il 4 febbraio in Sting.. No Limits il critico musicale Alceste Ayroldi racconterà dell’artista britannico fondatore dei Police. L’appuntamento introdurrà l’apertura del Valdarno Jazz Winter Festival, con la prima del progetto firmato Vj e dedicato a Sting, con l’esibizione presso l’Auditorium Le Fornaci del Valdarno Jazz Collective in L’uomo visibile: l’altra faccia del razzismo liberamente tratta dalle note di StingMirko Pedrotti al vibrafono, Beppe Di Benedetto al trombone, Simone Gubbiotti alla chitarra, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Giovanni Paolo Liguori alla batteria si esibiranno in un racconto musicale scandito dalle parole di Ayroldi, affrontando l’impegno sociale di Sting, la diaspora africana, le lotte per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani e la nuova diaspora che sta attraversando il Mediterraneo. Nell’ambito delle iniziative, il 1 marzo, presso la biblioteca comunale di Loro Ciuffenna, si terrà la guida ascolto intitolata Capire il jazz.

A raccontare a Daniele Malvisi della dedica del disco Imaginary Cities a Italo Calvino, è stato proprio Chris Potter, in una chiacchierata dopo il concerto al Winter Festival 2016. Così parla dell’appuntamento Malvisi, musicista e direttore artistico della kermesse: “Dopo un lungo scambio con Chris Potter, mi ha fatto questa rivelazione. È stato per me un momento molto significativo. Così mi sono messo a studiare, prima il libro e poi l’album, che credo sia un capolavoro assoluto. Si tende a pensare che non ci siano più capolavori nella musica contemporanea, in realtà credo che siamo noi a non fermarci a ascoltare nella maniera giusta. Siamo immersi in una cultura del consumo, e quindi tutto passa velocemente. È un vero peccato, e questo è il motivo per cui proponiamo ogni anno le guide all’ascolto. Anche con il nuovo programma cerchiamo di far emergere ciò che non si vede, quello che c’è dietro la musica. Non a caso Neri Pollasti racconterà di come i filosofi si stiano interessando sempre di più all’improvvisazione come forma di linguaggio dell’essere umano. Ad esempio, vogliamo far capire come viene concepito un progetto musicale, come un musicista si riconosca nella propria arte. Con una novità: a marzo terremo la prima guida all’ascolto a Loro Ciuffenna. Sarà una specie di battesimo, in cui tenteremo di avvicinare il pubblico a quello che è il nostro territorio musicale”.

Si chiude il 28/mo Valdarno Jazz Summer Festival con il Francesco Giustini organ 4tet

22 Lug

 

L’evento si terrà lunedì 25 luglio ore 21.30 in piazzale Trieste a Terranuova Bracciolini (Ar)

ingresso libero

Si chiude il 28/mo Valdarno Jazz Summer Festival 

con il Francesco Giustini organ 4tet 

Primo appuntamento live per il nuovo progetto del trombettista Francesco Giustini. In programma una serata tra suggestioni bluesy e sonorità moderne, che spazierà da composizioni originali a brani di musicisti quali Wayne Shorter e Woody Shaw

Saranno l’energia e il dinamismo del Francesco Giustini organ 4tet chiudere la 28/ma edizione del Valdarno Jazz Summer Festival, lunedì 25 aprile alle 21.30 in piazzale Trieste, a Terranuova Bracciolini (Ar). Primo appuntamento live per la band, che proporrà al pubblico un repertorio tra suggestioni bluesy e sonorità moderne. Il risultato è una scaletta eclettica che mescola composizioni originali a brani di Wayne Shorter e Woody Shaw, per una combinazione di timbri originale e piena di sorprese, a metà tra innovazione e tradizione. Sul palco il timbro inconfondibile dell’organo Hammond di Manrico Seghi, il lirismo melodico della tromba di Francesco Giustini e lo swing travolgente della batteria di Giovanni Paolo Liguori, a cui si aggiunge il talento improvvisativo e l’esperienza di Massimo Morganti, uno dei migliori trombonisti sul territorio nazionale (ingresso libero).

“Questo nuovo progetto in quartetto nasce dal desiderio di utilizzare l’organo Hammond, normalmente tipico di contesti blues o blues jazz, per caratterizzare un repertorio molto più moderno. Mescoleremo quindi il timbro bluesy con brani distanti da questo genere musicale sia dal punto di vista armonico che compositivo, per creare un suono nuovo e originale” spiega Giustini. “Per il nostro primo live abbiamo in programma una serata dedicata in gran parte al post bop, quindi al jazz dagli anni ’50 in poi, il tutto rivisitato in chiave moderna. Ci saranno sì sonorità blues e soul jazz, ma anche una buona dose di effettistica, sia per quanto riguarda le percussioni che gli strumenti a fiato”.

Daniele Malvisi, organizzatore del Valdarno Jazz insieme a Gianmarco Scaglia, facendo il punto su questa 28/ma edizione, che ha registrato quasi sempre il tutto esaurito (tra i nomi che si sono esibiti Carla Bley, Stefano Bollani, David Binney, Nico Gori, Simone Graziano, Riccardo Fassi) dice: “L’esperienza appena trascorsa costituisce l’ennesimo successo di un festival che, nel corso degli anni, ha reso Valdarno Jazz un’eccellenza a livello nazionale. Una costante e crescente partecipazione di pubblico, non solo residente sul territorio, ma anche proveniente da svariate regioni italiane ne è la conferma più lampante. Siamo orgogliosi di questi traguardi, e, nella speranza di ulteriori sviluppi futuri, vogliamo ringraziare tutti i comuni e le singole persone che insieme a noi da anni danno vita a questa manifestazione culturale”.

 

Prevendite su circuito box office, su ticket one, e su www.eventimusicpool.it

Per ulteriori informazioni visitare il sito internet valdarnojazzfestival.wordpress.com

Infoline 055 – 240397.