Valdarno Jazz Ensemble, il talento dei giovani musicisti, Domenica 17 marzo ore 17.30, Montevarchi,

16 Mar

Domenica 17 marzo ore 17.30, Montevarchi, Auditorium comunale, via Marzia 94, ingresso libero

 

Valdarno Jazz Ensemble, il talento dei giovani musicisti

 

Un concerto a base di standard jazz, interplay, composizioni originali e musiche d’ispirazione pop e folk

In attesa del gran finale del Valdarno Jazz Winter Festival, venerdì 22 marzo con il concerto dei celebri Yellow Jackets, la più longeva e creativa fusion band della storia (Teatro Bucci, San Giovanni Valdarno, evento in collaborazione con Music Pool – Network Sonoro), domenica 17 marzo presso l’auditorium comunale di Montevarchi si esibirà il Valdarno Jazz Ensemble, formato da giovani e talentuosi musicisti che hanno intrapreso i percorsi alternativi della musica d’autore. In scaletta brani standard riarrangiati con originalità e suonati con interplay da Andrea Cincinelli alla chitarra, Giuseppe Romagnoli al contrabbasso, Giovanni Paolo Liguori alla batteria, ed i sax di Alberto Mannatrizio e Raffaele Vannini.

Una serata che ha l’intento di valorizzare la scena musicale locale, con un concerto animato dai giovani musicisti del Valdarno, i quali si esibiranno in un excursus dei capolavori del jazz ma non solo: si potranno ascoltare composizioni originali e musiche d’ispirazione pop e folk. Sarà un appuntamento particolare per far capire lo spirito del Valdarno Jazz, che nasce da condivisione di vita e da amicizie di lunga data, formate sul campo (ingresso libero, inizio concerto ore 17.30, via Marzia 94). Ulteriori info: https://valdarnojazzfestival.wordpress.com/, infoline al 339 4762352 / 335 6919900.

Dicono i direttori artistici del Festival, Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia: “Condivisione di vita: il jazz nel corso della sua evoluzione è sempre stato in grado di legare culture e tradizioni popolari tra le più disparate. Quasi avesse insito nel suo dna una sorta di passepartout, non ha bisogno di troppe nozioni per essere compreso e condiviso, proprio perché storicamente nasce come necessità comunicativa di popoli che, a parte la propria condizione sociale, non hanno niente in comune. Partendo quindi dall’assunto che il jazz non sia solo musica, ma anche un modo di stare al mondo e di stare con gli altri, come troviamo scritto in ‘Come il jazz può cambiarti la vita’ di Wynton Marsalis, ognuno di noi porta con sè, in modo più o meno consapevole, il proprio jazz nella vita di tutti i giorni”

 

 

PROSSIMO CONCERTO:

 

• Venerdì 22 marzo ore 21.30

San Giovanni Valdarno (AR)

Cinema Teatro Bucci, corso Italia,3

Yellow Jackets

Bob Franceschini: sax

Russell Ferrante: piano, tastiere

Felix Pastorius: basso

Will Kennedy: batteria

Evento in collaborazione con Eventi Music Pool

Informazioni 055 240397, prevendite on line www.eventimusicpool.it

altre prevendite: www.ticketone.it – Circuito Regionale Box Office tel. 055/210804 www.boxol.it

Posto unico non numerato € 18 intero, 16 ridotto 

 

Con quattordici album alle spalle, oltre un milione di copie vendute, centinaia di concerti in tutto il mondo, gli Yellowjackets sono la più longeva e creativa fusion band della storia. E non solo per un fatto di continuità anagrafica (il gruppo esiste dal 1977), quanto per una esplosiva spinta a sperimentare continuamente linguaggi, fusioni e contaminazioni, e a rivedere il proprio orizzonte espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche. La mitica band degli anni ’70, nata su iniziativa di Robben Ford, del tastierista – pianista Russell Ferrante e del bassista Jimmy Haslip, entrambi affermati turnisti e session-man ricercati, continua ad esplorare e sperimentare nel campo della poliritmia, mischiando e fondendo diversi generi musicali: blues, pop, R&B, jazz. I primi lavori si sviluppano attorno all’esplosione della musica fusion, la formazione trova una certa stabilità con l’ingresso in formazione prima del batterista William Kennedy poi, dopo qualche anno, del sassofonista Bob Minzer quest’ultimo molto conosciuto negli ambienti jazz. Con questa formazione, che rimarrà invariata fino al 2001, il suono degli Yellow Jackets cambia sensibilmente rimanendo non più legato alla fusion nuda e cruda, ma inserito molto più a fondo in un contesto jazz, il tutto dovuto senza dubbio all’apporto di Minzer affascinato sì dalle sonorità Coltraniane ma anche dall’elettricità soft di Ferrante e Haslip. Gli Yellowjackets hanno codificato un loro sound che rappresenta da anni un marchio di fabbrica, apponendo, con il loro nome, un certificato di garanzia più che riconosciuto. Jazz e fusion acustica si fondono con grandissima raffinatezza in un sound compatto, preciso eppure lieve, con spazi, forme e dimensioni disegnati senza fatica da musicisti che è un vero piacere ascoltare. La loro ultima uscita discografica è del 2011 con “Timeline”, dedicata agli oltre 30 anni di attività del gruppo.

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