“Digital Jazz! E la rivoluzione post digital. 13 gennaio presso la Biblioteca comunale Le Fornaci di Terranova Bracciolini (Ar)

13 Gen

La 27° edizione del festival diretto dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool, si svolgerà dal 30 gennaio a marzo nei comuni del Valdarno

Quattro guide all’ascolto, aspettando il 27° Valdarno Jazz Festival

Nel primo appuntamento presso la Biblioteca Le Fornaci di Terranova Bracciolini, mercoledì 13 gennaio

“Digital Jazz! E la rivoluzione post digitale

In attesa della ventisettesima edizione del Valdarno Jazz Festival, che si svolgerà dal 30 gennaio a marzo nei comuni del Valdarno con i concerti dei grandi nomi del jazz internazionale, mercoledì 13 gennaio presso la Biblioteca comunale Le Fornaci di Terranova Bracciolini (Ar) si inaugurerà il ciclo di guide all’ascolto “Aspettando Valdarno Jazz”.

Saranno quattro appuntamenti di approfondimento sulla storia del genere, tra momenti di musica live e ascolto, in collaborazione con Regione Toscana, Comune di Terranova Bracciolini, Valdarno Culture. Protagonista del primo incontro  Daniele Malvisi, sassofonista e direttore del festival insieme a Gianmarco Scaglia, in “Digital Jazz! E la rivoluzione post digitale”, un’indagine delle conseguenze dell’avvento della tecnologia digitale nella musica jazz. Sarà un excursus dal Miles Davis elettrico e dagli Weather Report, agli Steps Ahead, Jellow Jackets, passando per Chick Corea Electric Band e molti altri, fino agli stravolgimenti formali di Steve Lehman (ore 21.30, piazza Le Fornaci n.37, ingresso libero).
Secondo appuntamento il 20 gennaio, ore 21.30, con “Strange Fruit!”, racconto della vita e della musica di Billie Holiday, in un percorso tra video e ascolti alla scoperta dei segreti di una tra le più illustri signore del jazz, insieme a Ada Montellanico. La cantante ha infatti dedicato al repertorio della Holiday l’ultimo progetto con il suo quartetto, che si ascolterà al festival il 5 febbraio, all’auditorium Le Fornaci. Si renderà omaggio alla tecnica vocale particolarissima della Holiday, non improvvisativa ma così originale e unica, in cui è possibile sentire l’eco della sua vita e delle vicende legate al razzismo, allo sfruttamento delle donne, alla droga, all’isolamento.

Sabato 30 gennaio alle ore 17.30 sarà in programma “Jazz…No Limits! Io musicalmente abile”, un percorso guidato dal giornalista e critico musicale Alceste Ayroldi. Si parlerà di come l’abilità artistica possa supera ogni gap fisico, razziale, economico, regalando ai postumi perle preziose di jazz. Nella stessa giornata, alle ore 21.30, seguirà il concerto con il Valdarno Jazz Collective in “Standards… no limits”, attraverso la rilettura di alcune tra le più significative composizioni di Michel Petrucciani, Mingus, Stevie Wonder. L’ensemble sarà formato da Fabrizio Mocata (piano), Beppe Di Benedetto (trombone), Simone Gubbiotti (chitarra), Daniele Malvisi (sax), Gianmarco Scaglia (contrabbasso), Paolo Corsi (batteria).
Chiusura del ciclo di guide all’ascolto, il 3 febbraio, con “Jazzin. Il jazz in primo piano”, in cui le fotografie di Luca Buti faranno da filo conduttore per una guida all’ascolto degli album che lo hanno ispirato. Un percorso di suoni e immagini tra i capolavori del genere, all’insegna dell’emozione pura.
Dice Daniele Malvisi a proposito del primo appuntamento: “Nella guida all’ascolto cercherò di spiegare come si sia trasformato il modo di scrivere da metà anni ’80 ai primi anni del 2000, sull’onda di quello che l’era digitale ha portato nella musica pop. Lo farò analizzando una serie si esempi di autori che sono rimasti fedeli al loro modo di scrivere nonostante utilizzassero tecnologie digitali, e viceversa. Ci sarà spazio per Miles Davis, che è stato uno dei primi a sfruttare i cambiamenti, fino alle invenzioni sul sassofono di Michael Brecker o del contrabbassista John Patitucci. Credo che oggi la fase digitale sia in qualche modo superata, grazie all’uso, nelle composizioni, di accorgimenti in cui acusticamente si simulano gli effetti prodotti dall’eredità digitale.  Ad esempio, con la batteria, ormai è possibile ottenere direttamente dei ritmi che fino a poco tempo fa erano peculiari di quella elettronica”.
Ingresso libero agli incontri. Per ulteriori informazioni valdarnojazzfestival.wordpress.com,  www.lefornaci.org e auditoriumfornaci@gmail.com

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